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Tecnofon Centro Acustico a Cerignola
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Da Tecnofon ci impegniamo a garantirti la massima soddisfazione, offrendoti soluzioni acustiche affidabili e innovative che durano nel tempo. Grazie all’aggiornamento costante delle nostre tecnologie e all’attenzione per ogni esigenza, aiutiamo le persone a riscoprire il piacere di sentire bene.
La figura professionale e sanitaria dell’audioprotesista
Esami diagnostici e scelta della protesi
L’Audioprotesista svolge un ruolo fondamentale non solo nella scelta della soluzione idonea della protesi, bensì nella buona riuscita dell’istallazione protesica, che deve essere congeniale allo specifico quadro audiologico del paziente. Gli esami clinici che consentono all’audioprotesista di svolgere la sua attività sono molteplici, tuttavia si possono riassumere in quattro esami fondamentali. Gli accertamenti fondamentali di cui un audioprotesista non può fare a meno, sono l’esame tonale per via aerea, l’esame tonale per via ossea, la prova vocale e la determinazione della soglia del fastidio. Dopo tali attività diagnostiche si avrà piena consapevolezza del quadro audiologico del soggetto, affetto da handicap uditivo. E, proprio con riferimento a quest’ultimo, si potrà procedere alla scelta della soluzione più confacente al caso. Come ben compreso, l’attività dell’audioprotesista non si limita alla sola scelta, bensì in ciclici controlli successivi mirati all’accertamento dell’efficacia della soluzione protesica scelta.

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Le domande più frequenti
Come posso riconoscere i problemi di udito?
I problemi di udito spesso si sviluppano gradualmente, rendendo difficile notarli subito. Potresti accorgerti di non sentire chiaramente le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi, oppure di dover alzare frequentemente il volume della TV o del telefono. Altri segnali possono essere la sensazione che le persone parlino in modo ovattato o la difficoltà a distinguere suoni acuti come il campanello o il cinguettio degli uccelli.
Anche i familiari e gli amici possono notare il cambiamento prima di te, adattandosi inconsciamente al tuo modo di comunicare. Se sospetti una perdita uditiva, il modo migliore per avere conferma è sottoporsi a un controllo con uno specialista, che potrà valutare il tuo udito e suggerirti eventuali soluzioni.
Esistono diversi tipi di ipoacusia?
Sì, la perdita dell’udito può essere trasmissiva, quando il suono non raggiunge correttamente l’orecchio interno a causa di un problema nell’orecchio esterno o medio, oppure neurosensoriale, quando il danno riguarda l’orecchio interno o il nervo uditivo. Esiste anche l’ipoacusia mista, che combina entrambi i tipi.
Quali sono le cause più comuni di ipoacusia?
Le cause possono variare dall’invecchiamento naturale (presbiacusia) all’esposizione prolungata a rumori intensi. Anche infezioni, traumi, fattori genetici e alcuni farmaci ototossici possono compromettere l’udito, rendendo fondamentale la prevenzione e il controllo regolare.
Se soffrissi di ipoacusia, il mio dottore non me l'avrebbe detto?
Non sempre. La perdita dell’udito è spesso graduale e può passare inosservata. Segnali come la difficoltà a seguire conversazioni, l’aumento del volume di dispositivi o la percezione ovattata dei suoni sono indicatori da non sottovalutare. Un test dell’udito con uno specialista è il modo migliore per verificarlo.
La perdita dell'udito non riguarda solo gli anziani?
No, può colpire tutte le età. Nei bambini, infezioni non curate possono causare ipoacusia, mentre nei giovani e negli adulti il problema può derivare da esposizione a rumori forti, malattie o fattori genetici. Proteggere l’udito con buone abitudini è essenziale.
Chi cura la perdita dell'udito?
L’otorinolaringoiatra diagnostica e tratta i problemi uditivi, l’audiologo esegue test specifici per valutare la perdita dell’udito, mentre l’audioprotesista si occupa di apparecchi acustici e soluzioni personalizzate. Un intervento precoce può migliorare significativamente la qualità della vita.
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Il nostro centro per il tuo udito
Tecnofon è un punto di riferimento per chi desidera effettuare un controllo gratuito dell’udito o necessita di assistenza per problemi di udito già diagnosticati. Il nostro centro mette a disposizione un team di esperti altamente qualificati, pronti a offrire supporto per la risoluzione del deficit uditivo e assistenza tecnica su tutte le marche di apparecchi acustici, con la possibilità di usufruire di un servizio domiciliare gratuito.
Grazie a un approccio personalizzato, siamo in grado di consigliare la soluzione più adatta alle esigenze di ogni paziente, garantendo il massimo comfort e una qualità d’ascolto ottimale. Inoltre, il nostro centro è dotato di apparecchiature all’avanguardia, tra cui audiometri clinici, video otoscopia e cabina silente, per un’analisi precisa e dettagliata dell’udito.
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Quanto durano gli apparecchi acustici? Consigli per prolungarne la vita
Gli apparecchi acustici sono dispositivi fondamentali per migliorare la qualità della vita di chi soffre di ipoacusia. Ma quanto durano realmente? E come è possibile farli durare più a lungo? Scopriamo insieme la durata media degli apparecchi acustici e alcuni consigli utili per mantenerli in ottime condizioni nel tempo.
Durata media degli apparecchi acustici
La durata di un apparecchio acustico dipende da diversi fattori, tra cui il modello, la manutenzione e l’uso quotidiano. In media, un apparecchio acustico può durare tra i 5 e i 7 anni, ma con una cura adeguata può funzionare efficacemente anche più a lungo.
Nel tempo, componenti come il microfono, l’altoparlante e la batteria possono usurarsi, influenzando la qualità del suono. Inoltre, i progressi tecnologici portano all’introduzione di modelli sempre più avanzati, spingendo molte persone a sostituire il proprio dispositivo per beneficiare di migliori prestazioni e funzionalità.
Come prolungare la durata degli apparecchi acustici
1. Pulizia quotidiana
Polvere, cerume e umidità possono compromettere il funzionamento degli apparecchi acustici. Pulirli regolarmente con un panno morbido e utilizzare gli strumenti forniti dal produttore aiuta a prevenire accumuli di sporco e ostruzioni.
2. Protezione dall’umidità
L’umidità è uno dei principali nemici degli apparecchi acustici. È consigliabile conservarli in un apposito deumidificatore durante la notte ed evitare l’esposizione diretta all’acqua, ad esempio mentre si fa la doccia o si pratica sport sotto la pioggia.
3. Sostituzione regolare delle batterie
Se il tuo apparecchio funziona a batterie usa e getta, assicurati di cambiarle regolarmente e di rimuoverle quando non lo utilizzi per un lungo periodo. Per i modelli ricaricabili, segui le indicazioni del produttore per ottimizzare il ciclo di ricarica.
4. Manutenzione professionale
Un controllo periodico presso un audioprotesista è fondamentale per garantire il corretto funzionamento del dispositivo. Durante la visita, lo specialista può pulire a fondo l’apparecchio, sostituire componenti usurati e verificarne le prestazioni.
5. Uso corretto e conservazione
Quando non usi gli apparecchi acustici, conservali in un contenitore protettivo, lontano da fonti di calore e da oggetti magnetici. Inoltre, maneggiali con cura per evitare cadute o urti che potrebbero danneggiare le componenti interne.
Quando è il momento di sostituire gli apparecchi acustici?
Se noti un calo della qualità del suono, difficoltà di connessione nei modelli digitali o malfunzionamenti frequenti non risolvibili con la manutenzione, potrebbe essere il momento di valutare la sostituzione. I progressi tecnologici offrono oggi dispositivi più performanti, con funzionalità avanzate che migliorano notevolmente l’esperienza uditiva.
Conclusione
Gli apparecchi acustici possono durare diversi anni, ma la loro longevità dipende dall’attenzione che dedichiamo alla loro manutenzione. Con una pulizia regolare, un uso corretto e controlli professionali, è possibile prolungarne la durata e garantire un ascolto ottimale nel tempo.
Se hai dubbi sul tuo apparecchio acustico o vuoi sapere se è il momento giusto per cambiarlo, prenota un controllo da noi. Un piccolo gesto che può fare la differenza per la tua qualità della vita!

Acufene da stress, consigli e come curarlo al meglio
L’acufene da stress è un disturbo che si manifesta con la percezione di un fischio, ronzio o sibilo nell’orecchio, senza che ci sia una fonte sonora esterna. Questo fenomeno può essere scatenato o aggravato da situazioni di tensione, ansia e stress prolungato, influenzando la qualità della vita di chi ne soffre.
Lo stress ha un impatto significativo sul sistema nervoso e può amplificare la percezione dei suoni interni. Il corpo, sottoposto a un’eccessiva pressione emotiva, tende a reagire aumentando la tensione muscolare e la sensibilità del sistema uditivo, rendendo l’acufene più fastidioso e persistente. Inoltre, la mancanza di riposo e uno stile di vita frenetico possono contribuire ad aggravare i sintomi.
Per ridurre l’acufene da stress, è fondamentale adottare alcune strategie efficaci. La gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda può aiutare a ridurre la tensione e migliorare il benessere generale. L’attività fisica regolare favorisce il rilascio di endorfine, che contribuiscono a migliorare l’umore e a ridurre la percezione dell’acufene. Una dieta equilibrata, ricca di alimenti antiossidanti e povera di caffeina e alcol, può avere effetti positivi sulla salute dell’orecchio e sul sistema nervoso.
Tra i rimedi per alleviare l’acufene, l’uso di suoni ambientali o della terapia sonora può mascherare il fastidio, favorendo il rilassamento e il sonno. Il supporto di uno specialista, come un audiologo o un otorinolaringoiatra, è essenziale per valutare il problema e individuare il trattamento più adatto, che può includere terapie cognitive-comportamentali o dispositivi acustici specifici.
Affrontare l’acufene da stress richiede un approccio integrato che coinvolga la gestione dello stress, l’adozione di abitudini salutari e, se necessario, il supporto di un professionista. Con il giusto percorso, è possibile ridurre l’impatto di questo disturbo e migliorare la qualità della vita.

Mal di denti e mal d’orecchi, esiste un legame?
Il mal di denti e il mal d’orecchi sono due disturbi comuni che, in alcuni casi, possono essere strettamente collegati. Sebbene sembrino problemi distinti, l’anatomia della testa e del collo rende possibile un’interconnessione tra dolore dentale e auricolare, creando situazioni in cui il disagio in un’area si riflette sull’altra.
Una delle cause più frequenti di questo legame è l’infiammazione del nervo trigemino, responsabile della sensibilità di gran parte del viso, inclusi denti e orecchie. Un’infezione dentale, un ascesso o una carie profonda possono stimolare questo nervo, provocando dolore irradiato fino all’orecchio. Anche i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), che regola il movimento della mandibola, possono causare sia mal di denti che mal d’orecchi a causa della vicinanza anatomica e della tensione muscolare coinvolta.
Le infezioni dell’orecchio medio, come l’otite, possono anch’esse dare la sensazione di dolore ai denti, poiché le strutture dell’orecchio e della bocca condividono connessioni nervose. Inoltre, una sinusite può creare una pressione tale da generare dolore diffuso che coinvolge denti, orecchie e testa. Anche il bruxismo, ossia il digrignamento involontario dei denti, può causare dolori mandibolari che si estendono fino all’orecchio.
Per capire se il dolore all’orecchio è di origine dentale o viceversa, è importante osservare i sintomi associati. Se il dolore aumenta masticando o toccando un dente specifico, potrebbe trattarsi di un problema dentale. Se invece il fastidio è accompagnato da perdita di udito, ronzio o sensazione di orecchio tappato, potrebbe essere un problema auricolare. Un consulto con un dentista o un otorinolaringoiatra è la soluzione migliore per individuare la causa e adottare il trattamento più adatto.
Prendersi cura della salute dentale e auricolare con controlli regolari, una corretta igiene orale e uno stile di vita sano aiuta a prevenire molti disturbi. Se si avverte un dolore persistente che coinvolge sia i denti che le orecchie, è essenziale non trascurarlo per evitare complicazioni e trovare una soluzione efficace.













